domenica 30 maggio 2010

e se son stata cosi' lontana e' stato solo per salvarmi.

"hope you have a ball at the ball" mi ha scritto mio padre ieri sera prima del ballo di fine anno, ed io non posso che asciugare una lacrimuccia di nostalgia, perche' mancano le sue inopportune battute British ad ogni ora del giorno, e mancano le urla di mia madre alle dieci di ogni santissima domenica mattina.
Eppure e' cosi' la vita, mica si puo' essere piccoli per sempre, mica si puo' vivere in casa coi genitori fino ai trent'anni, che poi si resta diciottenni perenni come certi uomini vergognosi che ho conosciuto io.
Il tutto per dire che non so con che coraggio Cesare Cremonini si faccia chiamare musicista, ma questa canzone dice tutto quello che ogni volta che li lascio, vorrei dire io:

Padre, se mi manchi è perché ho dato più importanza ai miei lamenti.
Madre, perché piangi? ma non mi hai detto tu, che una lacrima è un segreto?
Ed io ci credo, ma non ti vedo mentre grido e canto le mie prime note!

Ma se, una canzone che stia al posto mio non c'è, eccola qua: è come se, foste con me!

http://www.youtube.com/watch?v=LtL6kpfom3o

venerdì 21 maggio 2010

Da una capitale all'altra

Giunsi a Roma ieri mattina dopo una serie di avventure che definire rocambolesche sarebbe riduttivo.
In breve, trattasi di: un passaggio in taxi pagato da un gruppo d'imprenditori veneti con offerta di lavoro annessa, una sceneggiata napoletana al gate conclusasi con un "YOU ARE DIS-GUS-TING!" urlato in faccia a quella figlia di buona donna che non mi ha lasciata imbarcare sull'aereo delle 18.15 per Ciampino per 700g in più, un signore che randomly mi ha prestato 100 sterline per prenotare il volo del giorno dopo salvandomi da morte certa (mi avevano precedentemente rubato la carta di credito, ed io non avendo nemmeno un pound per poter tornare a casa, già meditavo di trovare impiego in uno dei mille Costas o Subway del peggior scalo londinese), un gruppo di ragazzi svedesi appena tornati da un viaggio di quattro mesi in giro per l'Asia, due ragazzi italiani miei sostenitori morali che una volta arrivati a Roma mi hanno quasi portata a destinazione, una signora cacacazzi che ci faceva la predica perché ci lamentavamo dei livelli di troiaggine delle hostess ryanair, ed una sfilza di sfighe inimmaginabili che non descriverò perchè il tempo non mi basta, e poi quando ci ripenso non riesco a non bestemmiare, madonna latra.
Ora sono in compagnia di una banda d'ingegneri informatici/farmacisti, l'italiano che si parla in questa casa è la versione mia prediletta (accenti solo ed esclusivamente MERIDIONALI), ho visto la pancia contente il mio futuro cugino, il sole spacca le pietre, mi sto ingozzando di cibo fenomenale... non potrei chiedere altro.

ps. Gl'uomini italiani mi sono mancati, uagliò

lunedì 17 maggio 2010

Angloitaliana

Quanto e' difficile essere una giovane donna italiana in un paese freddo e democraticamente avanzato come la Gran Bretagna? Come sopravvive una ragazza Brianzola cresciuta a feste dell'Unita' e censura Berlusconiana nella citta' dei punk, dei brokers e giocatori di polo? Quanti problemi e misunderstandings crea una passionalita' tutta calabrese nel paese dell'understatement? Cosa significa appartenere alla working class angloitaliana in un ambiente universitario esclusivo come quello dell'University College London?

Con certezza ancora non lo so, ma giorno dopo giorno, cerchero' di scoprirlo, e di raccontarlo... perche' una storia che vale la pena essere vissuta ha anche tutte le carte in regola per poter essere raccontata.

"As a woman I have no country, as a woman my country is the whole world." Virginia Woolf